Dopo un po’ di tempo sono tornato ad un vecchio amore, Final Cut lo storico software per l’editing video di Apple. È ovvio che il nuovo Final Cut Pro X, a parte il nome e l’interfaccia grafica, non ha nulla a che vedere con tutte le versioni precedenti. Ci sono molte cose che sono cambiate. In breve, una versione “Pro” il più semplice possibile, ma soprattutto un cambiamento radicale e filosofico del programma che fino ad oggi ha saputo modificare il modo di fare video amatoriale e professionale. Cosa che sta causando molte critiche a Apple da parte dei professionisti del settore.

Ma, perché un cambiamento così radicale nella filosofia e perché la soppressione di molte funzioni e strumenti che gli addetti ai lavori ritengono essenziali? Apple sostiene che aver reinventato il software per una versione nativa a 64-bit sia una ragione sufficiente per sconvolgere le abitudini di molti utenti che per anni hanno usato questa o qualsiasi altra applicazione di editing non lineare. Ma forse c’è dell’altro: attirare nuovi utenti, editor del futuro che non hanno sentito parlare di U-Matic, Tbc, titolatrici, magnetico, lavagne, cassette, celluloide, tracce, ecc. Nuovi utenti che richiedono strumenti di editing progettato per loro; creativi che vogliono fare tutto, bene e il più presto possibile. Sono ovunque, dotati di una fotocamera ad alte prestazioni (basta poco) e con l’obiettivo finale di pubblicare il loro lavoro su YouTube, Vimeo o Facebook.

L’utente e il pluralismo

L’utente e il pluralismo sono sempre state la priorità e la filosofia alla base delle scelte di Steve Jobs, e il nuovo Final Cut Pro X rispecchia questa logica in tutto e per tutto. Offre tutto ciò di cui hai bisogno nel modo più semplice ed efficace possibile.

E per i professionisti? Forse non oggi, ma certamente succederà come è avvenuto per il mondo “del cartaceo”, molte figure altamente specializzate scompariranno, e lasceranno il posto a chi saprà adeguarsi; nuovi professionisti a tutto tondo che sapranno sfruttare al meglio questa logica globale. Contenuti e media on-line stanno diventando sempre più “professionalizzati”. L’industria audiovisiva sta cambiando a favore del modello on-line che è in netta crescita. Vengono pubblicati più video su Vimeo o YouTube in un giorno, che film in un intero anno.

I video qui sotto sono realizzati con i seguenti requisiti:

  • iMac 27″
  • Canon EOS 5D mark II
  • Blender 2.61
  • GargeBand
  • Final Cut Pro X